fbpx

SAFETY DURING DIVES / SICUREZZA

molti mi chiedono cosa intendo  per sicurezza  durante la pesca.   Per me  pescare in sicurezza equivale  alla  capacita’  di muoverci nell’ambiente marino come  se  fosse la nostra casa.

Quindi  quello che  dobbiamo  fare per prima cosa e’ rendere il mare parte della nostra  quotidianita’.

la pesca subacquea e ‘a tutti gli effetti lo sport  all’ apice  della  famigIia  che  si chiama Apnea,  che comprende vari rami tra cui i piu’  rappresentativi    l’ apnea pura  , la   fotografia subacquea  e appunto la pesca sub .

Nell’ apnea  bisogna  tener conto  di alcuni parametri come la distanza o profondita’  che   vogliamo raggiungere  il  tempo che abbiamo a disposizione e le condizioni  meteo marine  che  troviamo e la conoscenza dei nostri limiti .

Reputo la pesca all’apice di tutti i rami perche’  oltre alla distanza  e profordita’  che vogliamo percorrere  e delle  condizioni  meteo marine e alla profonda conoscenza dei nostri limiti,   dobbiamo svolgere un attivita’  che  ha a che fare con   delle creature viventi  come i pesci che non  stanno li a farsi  raccogliere ma  devono essere avvicinati con cura  o cercati  o fatti avvicinare tramite aspetti , per poi sparare e recuperli…

Tutto cio’  porta via  gran parte dell’delle energie e dell’  ossigeno a nostra disposizione.

Quindi  per me e’  superfluo dire che  un pescatore  prima di tutto  deve allenare  la  sua apnea  in modo da poter essere in condizione  di lavorare  senza  dover sforzare  il suo fisico alla profondita’ in cui pensa di pescare mantendo sempre un grosso margine  extra .

Io sono stato  un autodidatta  in un certo senso perche’  quando ero ragazzino  non c’erano cosi tante scuole  per l’ apnea e la pesca e mi sono trovato  a  far fronte ad alcune problematiche  trovando  delle soluzioni  sulla mia pelle.

Per fortuna oggi un giovane che si avvicina al nostro mondo ha la possibilita’  di ricevere un insegnamento a vari livelli e potra’  evitare molti dei pericoli rispetto a chi non  ha avuto una istruzione in questo campo.

Quindi consiglio vivamente  di partecipare ad un corso di apnea e pesca in apnea.

Quindi come  detto in precedenza  il mare deve diventare un ambiente familiare,  per fare cio’  dobbiamo  dedicargli  gran parte del nostro tempo , ricordate che nessun risultato  viene stando a guardare da fuori  o  guardando video in youtube.  Bisogna guadagnare aquaticita’  , conoscenza  di se stessi,  per esempio  dobbiamo  renderci conto  che  alcuni  giorni  siamo piu’ in forma di altri ,  e   all’inizio di una pescata  siamo  freschi e possiamo fare alcune cose  ma dopo diverse ore di acqua  il nostro fisico ne risente e dobbiamo saper trovare il giusto equilibrio e non strafare.

Una cosa che  ci tengo a dire e’  che  in questa attivita’ siamo sott’acqua e  se qualcosa va storta  abbiamo un tempo limitato per risolverla .

Quindi  fondamentale e’  rimanere lucidi e con sangue freddo pensare e risolvere il problema.

Quello  che  di solito si deve fare  preparando un tuffo e’ trovare il massimo rilassamento e cercare di visualizzare i movimenti che faremo  nel tuffo,  tuttavia siamo in un ambiente  affascinante proprio perche’  e’ imprevedibile,  e magari preparo il tuffo pensando  di andare a sparare  ad un pesce che si e’ intanato in una pietra che ho visto nella precedente immersione , ci prepariamo in supefice  facendoci un piano ben preciso e poi in discesa ci passa un ricciolone e dobbiamo  essere freddi e calcolare se possiamo spararlo con l’attezzatura che abbiamo , se il mulinello e’ aperto e contiene  abbastanza filo etc  etc.. e dobbiamo prendere una decisione in pochi attimi.

Quindi  dobbiamo essere aperti a tutto  , avrei  diverse storie  da raccontare sui pericoli  in cui mi sono trovato  e senza  la freddezza avrei rischiato la vita.

 

avevo circa 18 anni  quando  in una scogliera in 3 metri di acqua  cercavo cefali e corvinette tra i massi  che creavano grotte e anfratti , mi spinsi  in un profonfita’  nel buio della tana sparai una corvina  e nel cercare l’uscita vidi  2 o 3 fenditure di luce in cui sarei potuto passare ma erano strette e mi sarei sicuro incastrato  con i piombi etc,  mi prese paura perche’  non riuscivo a trovare l’uscita mi agitai ma poi recuperai le redini della situazione e con la calma riconobbi  la fenditura  da cui ,mi ero infilato e  riusci ad uscire  dal quella trappola..da allora non amo molto la pesca in scogliera…(  lo dico scherzando )

qualche anno  dopo sempre  in adriatico  in estate , avevo appena comprato un nuovo fucile  , andai su un noto relitto per cercare riccioloni  ,  feci il tuffo  in caduta gia vedevo la ricciola nel pagliolo del gommone ,  ferma in corrente  gli planai sopra , ma all’ultimo scarto’ e il tiro non fu  fatale,   un pesce di circa 40kg parti’ come una locomotiva  mi si inceppo’  la sagola del mulinello quando ero ancora in risalita sui  10m  di fondo  il mio compagno non era li vicino e mi trovai in una situazione critica,  ma  rimasi lucido vidi che non c’era storia  di tirarmela su  in quel modo ero alla fine dell’apnea estrassi il coltello e tagliai la sagola , nessun pesce vale la vita.

Una altra brutta occasione la ebbi in un allenamento di apnea  senza assistenza di fondo in egitto in preparazione dei mondiali aida,

scendevo collegato al cavo con un lyner   come quello che usano i surfisti  per  rimanere collegati alla tavola,  era la prima volta che lo usavo e non avevo controllato come  toglierlo,  quel periodo mi tuffavo  senza  maschera ,  fatto sta che arrivato al piattello  a 68 m  mi girai per risalire  ed ero bloccato da questo cavo che avrebbe dovuto in teoria  salvarmi la vita in  caso di incidente…  non avendo la maschera  tentai di liberami  ma senza fortuna perche non vedevo dove mi ero incagliato  ,  in pochi secondi rischiai di rimanere la sotto, ma con la calma  decisi a tastoni di raggiungere il  moschettone e vedere che cosa succede rimasi freddo avevo veramente poco tempo a disposizione , e riusci ad aprire il moschettone bloccato sul piattello. Risalii al limite e il mio compagno in superficie  mi aiuto’ a rimanere coscente.

 

Negli ultimi anni sono maturato e ho capito che bisogna controllare sempre le attrezzature con cui abbiamo a che fare pensare tutti i problemi  che possono  derivare e cercare di trovare le soluzioni  gia prima di trovarsi nel problema.

In poche parole bisogna predevere cio ‘ che puo accadere e evirtare che accada.

Molto spesso sento da miei amici anche dopo anni  di mare dire  , sono stato un ora e mezzo a lavorare una cernia e alla fine  l’ho  lasciata li perche ero morto di stanchezza,   oppure l ho estratta con 10 fucilate dopo  3 ore etc..

In  molti casi  oggi evito  di sparare  se penso che non posso estrarre il pesce nello stesso tuffo o se credo che mi possa creare dei problemi e ritardi  nell’estrazione , sottoponendomi a uno stress fisico e mentale.

Una  mi e’ capitata proprio pochi giorni  prima  di questa intervista,   scendo su un latrone  isolato a 46 metri,  lascio il piombo mobile , continuo la caduta ,  ci sono corvoni  fuori della tana, ma desisto e decido di guardare dentro ,   una bella cernia sugli 8kg  di traverso,  vedo il muso ma il pesce’ e messo con la testa verso la parte piu’ bassa della lastra e potrebbe se non fulminato benche’ il pavimento sia di sabbia ,  procurarmi sicuro  altri  3 o 4 tuffi per l’eventuale lavoro.  Lo ammiro ,  faccio retrofront  e sparo una bella corvina  risalendo  soddisfatto e in sicurezza.

Anni fa lo avrei sparato e lavorato , ma ora ho capito che il rischio non vale la candela.

 

In conclusione LA SICUREZZA  e’ la capacita di prendere la giusta decisione al momento giusto.